Lavoro: Boeri: anni ’80, rischio generazione perduta in Italia

Occorre introdurre flessibilità in uscita nel sistema pensionistico “in tempi stretti” anche perché “c’é una penalizzazione molto forte dei giovani e dato il livello della disoccupazione giovanile c’é il rischio di avere intere generazioni perdute all’interno del nostro Paese”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sottolineando come in Italia i livelli della disoccupazione giovanile siano “assolutamente intollerabili”.

Questa settimana partono le prime buste arancioni, saranno 150 mila e conterranno le informazioni di base” con la stima dell’estratto conto contributivo, e la previsione del rapporto tra contributi versati, pensione futura e possibile data di uscita”. Così il presidente dell’Inps parlando a margine del ‘Graduation Day’ all’Università Cattolica. Per Boeri si tratta di una operazione “importante, perché in Italia c’è una bassa cultura previdenziale e una consapevolezza finanziaria ancora più bassa, soprattutto fra i giovani”.

“Abbiamo trovato tantissimi ostacoli, soprattutto per l’invio delle buste arancioni perché, lo voglio dire con sincerità, c’è stata paura nella classe politica, paura che dare queste informazioni la possa penalizzare”. Così il presidente dell’Inps, Tito Boeri, parlando dei ritardi e delle difficoltà per la campagna informativa con cui l’Istituto diffonde le proiezioni sulla pensione futura. Per Boeri ha pesato “la paura di essere puniti sul piano elettorale”.

Il part-time in uscita per chi è vicino alla pensione “è una sperimentazione e come tale va studiata, non si può dare un giudizio prima”. Comunque, ha spiegato Boeri, “ci sono dei limiti di stanziamento, quindi in ogni caso non potranno esserci più di 30 mila lavoratori nel giro di 3 anni”. E assicura: “valuteremo la misura con estrema attenzione”.

Inps, +911.000 contratti stabili in 2015 – Nel 2015 i contratti a tempo indeterminato sono aumentati di 911.000 unità rispetto alla fine del 2014 (saldo tra attivazioni e cessazioni). Il dato arriva dall’Inps che ricorda come nell’anno scorso abbia inciso l’esonero contributivo per le assunzioni e le trasformazioni di contratto a tempo indeterminato. Nell’anno sono stati oltre 1,57 milioni i contratti attivati con l’esonero, un numero molto superiore all’iniziale previsione (un milione). In pratica il 61% delle assunzioni stabili ha goduto del beneficio contributivo.

Nei primi due mesi del 2016 sono stati venduti oltre 19,6 milioni di voucher del valore nominale di 10 euro con un aumento del 45,2% rispetto allo stesso periodo del 2015 (13,5 milioni). Nei primi due mesi del 2014 erano stati venduti meno di 8 milioni di buoni di lavoro accessorio. Lo si legge sul Rapporto sul precariato dell’Inps.

Nei primi due mesi del 2016 sono stati stipulati 291.387 contratti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni) mentre le cessazioni, sempre di contratti a tempo indeterminato sono state 254.274 con un saldo positivo di 37.113 unità. Il dato è peggiore di quello dell’anno scorso (-74% rispetto ai +143.164 contratti dei primi due mesi 2015), risente della riduzione degli incentivi sui contratti stabili e della grossa accelerazione nelle assunzioni stabili a dicembre. Il dato è peggiore anche del 2014 (+87.180 posti stabili).